Giorni fa sono stata invitata ad una festa, ci sono andata, c'erano amici, amici di amici, amici di vecchi amici, amici lontani, insomma tutti i tipi di amici. Alle feste si finisce per incontrare gente nuova, e tra le varie nuove conoscenze, mi prensentano un ragazzo, tempo cinque minuti, mi faccio una vaga idea del tipo.. simpatico, anche carino, il tipico giocherellone che involontariamente attira l'attenzione. Parliamo, ridiamo, scherziamo ..ad un certo punto comincia ad entrare in confidenza, sempre più, così, senza che nessuno gli avesse detto nulla, e parlando viene a sapere da altri che sono felicemente impegnata, ed attacca discorsi del tipo : "ma come? sei fidanzata? no no no, sei troppo giovane, divertiti..e poi il fidanzato ti manda così bella, da sola ad un festa piena di maschietti ? e pazzo! lascialo, ma perchè non lo molli, avrà sicuramente mille difetti, mollalo fidati" etc etc. Insomma mi pressa per tutta la serata, senza darmi particolarmente fastidio.
A fine serata accompagno a casa una mia amica, e così parlando della festa mi dice : "ma ..(nome del ragazzo).. ti ha detto che è fidanzato da cinque anni?" e lì scoppio a ridere, una delle mie risate fragorose!
Il tipo non aveva minimamente accennato al fatto che fosse impegnato.. insomma mi ha rotto le scatole tutta la sera lamentandosi del fatto che a ventunanni avessi il ragazzo..e lui ?
Torno a casa e la mattina dopo racconto al mio ragazzo com'è andata la serata, si fa una chiara idea del tipo : "ho capito, hai conosciuto la tipica testa di ca.., voglio conoscerlo anch'io eh".
Detto, fatto, andiamo a fare colazione tutti insieme, viene anche il mio ragazzo.
Lo vedo uscire dalla sua macchina con una ragazza che presumo sia la sua ragazza, e difatti, si avvicinano e lui ....FA FINTA DI NON RICORDARSI COME MI CHIAMO. Cioè dopo avermi pressato tutta la sera a momenti mi si ri-presentava, tra l'altro lo stesso atteggiamento l'ha riservato a chi c'era con me la sera prima.
Sembrava un'ameba, facevo fatica a credere che fosse lo stesso ragazzo della sera prima. Gli presento il mio ragazzo, che appena lo osserva un pò, si gira e mi fa : "ma sei sicura che è lui?"
Ero stupita, sembrava sul serio un'altra persona, non rideva, non scherzava, non fiatava, teneva lo sguardo basso. La sua ragazza era ... beh esteticamente nettamente inferiore a lui, e caratterialmente la tipica viperetta.
Mi squilla il telefono, vado fuori a rispondere, rimetto il telefono in tasca e mentre rientro nel bar me lo ritrovo fuori, a quanto pare aspettava che finissi di parlare.
"Ehi, scusami, non ti ho detto che ho la ragazza, è che lei è gelosa, quindi evito di fare il simpatico, scusami, ma .. lei è così, io... mi dispiace, ti ho deluso?"
Gli rispondo : "Ah ciao Dr Jekyll, allora mi conosci? Caspita! Come sta Mr Hide? Salutamelo, e digli che tra dissociazione fisiologica e patologica c'è una linea molto sottile."
Detto ciò non gli permetto di replicare, e rientro nel bar.
Ora mi domando .. cosa spinge un ragazzo di tipo A a mettersi con una ragazza di tipo B, e farsi assorbire totalmente da questa tipologia B che però, attenzione, è presente solo quando c'è anche lei.. perchè quando lei non c'è si ritorna ad essere A, chiaro no?
Perchè mettersi con qualcuno che a momenti arriva ad annullarti ?
Amore? Si va beh.. amore distruttivo.
Non capisco!
lunedì 13 giugno 2011
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Nella mia saggezza ricavata dalle esperienze altrui - perchè io sono specializzato in questo, analizzare e trarre conclusioni da ogni cosa, soprattutto le vite degli altri - sono arrivato alla conclsione (quasi) infallibile che certe persone hanno talmente paura di restare da sole che arrivano ad accettare il compromesso col primo essere umano col quale sentono di avere una chance, indipendentemente dalle effettive affinità. Inutile specificare che poi puntualmente si pentono e scatta tutto quel vortice irrazionale ed assurdo che li porta a preferire la cornificazione piuttosto che il far soffrire il partner dicendo chiaramente "non funziona, ti lascio" (come se non soffrisse una volta scoperto il tradimento ovviamente...). Il tutto quando si poteva benissimo usare un po' il cervello all'inizio e pensare almeno cose del tipo "l'oceano è pieno di pesci" eccetera eccetera.
RispondiEliminaSì, la gente è folle. Ma penso che una buona parte di colpa stia anche in questi stereotipi di società che ci hanno ficcato nel cervello, secondo i quali se non ti fidanzi entro una certa età rimani solo a vita e più in generale restare da soli non è accettabile. Dal canto mio trovo che la compagnia sia estremamente sopravvalutata, se proprio non si riesce a trovare nessuno che faccia al proprio caso - ed è abbastanza raro, bisogna essere fin troppo particolari - sempre meglio godersi una vita tranquilla piuttosto che forzarsi a convivere con chi non ti capisce. Non mi sembra un concetto poi così trascendentale.
Finalmente un signor commento ! E che cavolo! :)
RispondiEliminaSono assolutamente d'accordo con te, c'è una paura matta di restare soli, accompagnata alla falsa credenza che si può essere completi solo ed esclusivamente con un'altra persona. Riflettendoci è tristissimo, perchè si deve avere una bassissima stima di se stessi se si arriva a credere che la presenza dell'altro sia fondamentale, l'avere una sbagliata percezione di sè porta inevitabilmente un sacco di "casini", perchè non avendo un quadro preciso di sè, si finisce per provare tutti quelli che sono attorno, diventa una disperata ricerca di "chi va meglio"..e poi ovviamente se qualcosa va male .. le colpe vengono attribuite sempre agli altri, mai a se stessi, per carità! Orrore! Sono gli altri ad essere sbagliati, sempre e comunque.
Mi viene in mente quella citazione ...che è una delle mie preferite :
"Tutta l'infelicità degli uomini deriva da una cosa sola: dal non sapersene stare tranquilli in una stanza."
Blaise Pascal
Dovrebbero tutti pensare un pò di più... cominciando ad esempio con... cito testualmente: "l'oceano è pieno di pesci" eccetera eccetera.
:)