venerdì 24 luglio 2009

Finalmente fuori.

E finiscono così 5 anni di liceo, con un punteggio non previsto, di gran lunga al di sopra delle aspettative. Quei benedetti quadri hanno sconvolto molti, gente raccomandata si è ritrovata punteggi abbastanza bassi, seppur immeritati, al contrario di gente che meritava molti ma molti punti in più e che invece è stata ripagata con una miseria. Questo è il caso di due miei amici in particolare, gli unici due che mi sono stati veramente vicino in questi anni, non meritavano questo, per loro il voto della maturità significava molto, una sorta di rivincita, di scommessa con se stessi, ed è inutile dire che in loro la delusione ha preso il sopravvento, non lo meritavano, non loro. Sinceramente non capisco il comportamento degli interni che si sono battuti davvero poco per loro.
Voglio loro un bene incredibile, e vederli star male, fa star male anche me. Non loro, non loro. Perchè? Abbiamo patito insieme le ingiustizie, ci siamo spalleggiati a vicenda ed aiutati, occhei il mio orale è stato "brillante" a detta tutti, ma anche il loro, va bene qualche imprecisone in matematica e qualche imprecisione su alcune domande, ma per il resto sono andati bene. Inutile, inutile, se non stroncavano le gambe ai migliori non erano contenti, è risaputo, trovarsi davanti un ragazzo con una media molto alta, fa gola, e spinge tutti a fare domande a cui non esiste risposta, o meglio la risposta esiste, ma solo nella testa di chi la formula. E allora tanto vale abbassare la testa, ma a questo noi siamo abituati. Mi dispiace tantissimo, se potessi tornare indietro prederei io il loro punteggio e darei il mio voto alto a loro, perchè so quanto valeva per loro questo punteggio, e so anche che sono meno forti di me, meno bravi nel fingere che tutto vada bene, meno capaci di affrontare le delusioni, a questo io ci sono fin troppo abituata, e avrei saputo sopportar bene, infondo parliamo di un punteggio, non bisogna farsi una malattia per il voto di maturità, questo è anche vero, ma con la soddisfazione personale come la mettiamo? Spero solo si possano rendere conto che questa, la maturità, non era l'unica occasione possibile per loro per dimostrare a tutti quanto valgono, ce ne saranno altre, sono ragazzi in gamba, ne avranno altre di possibiltà.
Insomma questa maturità ha riservato molte sorprese, si è portata dietro tanta ansia, e tutti i neuroni disponibili. Sarò valso a qualcosa? Ma sì!
Caspita se ci penso stento a crederci, l'anno prossimo non metterò più piede lì dentro, ora mi aspetta l'università... e su questo argomento potremmo stare ore ed ore, ma è meglio evitare, non voglio pensarci prima di agosto, ah già qualcuno si ricordi di avvisarmi che agosto è alle porte. Cosa fare? Come? Dove? Quando? Perchè? Ah già, io ho smesso di chiedermi il perchè di molte cose da tanto tempo ormai. Finiscono così, ricordo il primo giorno di scuola, quarta ginnasio, ahaha che tenerezza questi ricordi. Mi hanno chiesto.."rifaresti tutto da capo?" non sono stata in grado di rispondere, ma adesso forse a giochi conclusi posso dire : " Sì. rifarei tutto da capo, ripeteri tutto, sofferenze, gioie, dolori, tachicardie per i compiti in classe, le interrogazioni e le simulazioni delle terze prove, gli esami, i test impossibili di filosofia, i compiti stradifficili di matematica, le versioni di greco e latino, Nietzsche sarebbe fiero di me, ..sono la sua Superdonna, anzi ad essere precisi la sua Oltredonna! "
Un grazie a chi ha sofferto con me, chi ha condiviso con me tutto, giorno per giorno, ore passate al telefono, versioni incomprensibili, problemi di trigonometria lasciati in bianco, di tutto di più.
Un calcio nel sedere a tutti quelli che hanno saputo brillantemente guadagnarsi il mio infinito odio. Un grazie immenso ai miei professori, e soprattutto alle brillanti menti che mi hanno insegnato filosofia storia e latino e greco, in un modo così particolare da impedire alla mia mente di dimenticare anche i singoli particolari, quanti ancora a distanza di anni si ricorderanno com'è morto Menandro, o quanto Nietzsche amasse Lou Salomè?
Pochi, ma ottimi.

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